Trucchi per fare blogging con successo con un sito fatto con WordPress


Questa è una traduzione libera dell’articolo uscito venerdì 17 su journalist.co.uk:
Tips for successful blogging from WordPress

digital_innovation_summitSia che state iniziando la vostra carriera giornalistica, sia che già sapete il fatto vostro, un blog è un buon mezzo per dimostrare la vostra abilità nella scrittura, scovare storie e allo stesso tempo pensare in termini di web design e multimedia.

Ci sono tante piattaforme per farsi un blog, dipende da cosa cercate.
Tumblr funziona con i post brevi e immediatamente condivisibili (e anche le immagini gif); Medium guarda di più alla community, Ghost aiuta l’utente a personalizzare il blog tramite il markdown.
Tuttavia, WordPress è il favorito dai giornalisti, principalmente grazie al fatto che ci sono tanti temi e livelli di personalizzazione.

Intervistato da Journalism.co.uk al Summit per l’Innovazione Digitale di New York, Chris Scott, della Automattic quelli che fanno WordPress – ha rivelato alcuni trucchi per tenere un blog.
Intanto bisogna scegliere un cms che faccia al caso nostro. Chi fa giornalismo fotografico può essere interessato a usare Tumblr, mentre per i post professionali è più indicato LinkedIn. Medium invece, è più indicato per post dal taglio più personale.

WordPress offre due livelli che si adattano ai giornalisti. La versione gratis, quella .com, che offre una scelta limitata di temi (seppur vasta – e con poca possibilità di aggiungere plug-in, dico io). C’è poi la versione scaricabile su wordpress.org, che dovete saper installare e gestire autonomamente.
Si può personalizzare la grafica del,proprio sito senza scrivere nessun codice e tutta la parte dell’indicizzazione è già incorporata, e questo gli dà punti di vantaggio nella facilità d’utilizzo.
In più potete installare il vostro tema e i vostri plug-in per controllare meglio il vostro sito.
Alcuni provider, come Bluehost negli USA, offrono un pacchetto che permette all’utente di installare WP in pochi semplici passi (in Italia lo fa AlterVista, ma a gratis, e quindi il nome del vostro sito è seguito sempre dalla loro estensione, come ho già detto nel post inaugurale del sito).

Scott raccomanda comunque di imparare con wordpress.com: “Bisogna giocarci, provare, vedere come funziona, e se volete avere più controllo passate alla versione scaricabile da wordpress.org.“, aggiungendo che la versione .com offre la possibilità di trasferire quello che avete già costruito sulla versione più completa.

Scrivete spesso.
Qualsiasi cosa scriviate, Scott raccomanda di impiegare un po’ di tempo a prendere familiarità con le varie caratteristiche. “Prendete familiarità con l’editor, con i titoli dei post, con l’utilizzo delle foto e con il modo di integrare i social come Twitter, YouTube e gli altri servizi di condivisione. Anche se state facendo tutto in privato, come se steste provando.

Molti editori, come la CNN, Quartz oppure Fusion usano WordPress nel suo livello “enterprise” per gestire i contenuti dei propri siti, e quindi se avete familiarità con WP questa cosa può incentivarvi a usarlo maggiormente.
Il vostro tema dovrebbe riflettere il vostro stile. Per blog giornalistici, la grafica dovrebbe essere pulita, in grado di portare il lettore direttamente all’interno della storia che state raccontando, piuttosto che mettere in evidenza tutto il resto. Alcuni temi WordPress si adattano meglio per siti di news, altri per metterci i video o post più lunghi.
Altri ancora hanno caratteristiche che rendono i post più visibili, per esempio grazie al SEO e alle parole chiavi.
E poi: è sempre meglio installare un tema che vada bene anche sul cellulare. WP offre una versione mobile per tutti i temi, ma quelli che nascono principalmente per questo scopo hanno una grafica progettata proprio per schermi più piccoli.

Sia WP che Medium offrono rudimenti di monitoraggio delle visite, mentre lo stesso WP e Tumblr permettono di installare al loro interno i meccanismi di Google Analytics.
Ma non saranno solo queste cose a darvi il senso di quanto il vostro sito è visitato: anche una redazione è in grado di capire il tipo di traffico del vostro sito.
Molte redazioni si focalizzano ovviamente sulla quantificazione delle visite. – dice Scott – Aiuta a dare alla redazione una dimensione dei loro lettori.
Fate in modo che il vostro blog si possa maggiormente scoprire. Con molte piattaforme, i tag e le categorie non solo aiutano i lettori a navigare il vostro sito, ma fanno in modo che il sito sia più facilemte riconosciuto dai motori di ricerca.

Sia WP che i siti cosiddetti ‘self-hosted’ (quelli con le estensioni .it, .com, e non quelli appoggiati su WordPress o Altervista) possono essere agganciati agli Strumenti per Webmaster di Google, così da poter controllare se il vostro sito è a sua volta controllato dai motori di ricerca o se ci sono degli errori.
Nonostante una buona SEO vi aiuterà a essere più visibili, bisogna stare attenti all’utilizzo delle parole-chiave. Scott ha notato l’importanza dell’utilizzo di “buoni titoli che funzionano sia per i motori di ricerca che per i lettori“.
Se scegliete di comprare un dominio, assicuratevi di avere una sitemap che aiuti i motori di ricerca a trovare il vostro sito.
Scott raccomanda anche di interagire con gli altri bloggers con commenti su altri blog rilevanti, così da avere più riscontro.
Fare collegamenti a post di altri blog può anche incoraggiare a fare link  di ritorno al vostro sito. I giornalisti dovrebbero poi citare le fonti, – proprio con i link esterni.

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